A segno operazione Black Hole della Polizia provinciale

La Polizia Provinciale, nello scorso mese di dicembre, su disposizione del Sostituto Procuratore della Repubblica presso il tribunale di Ferrara, Dott.ssa Ombretta Volta, ha sequestrato un’area di circa 300 metri quadrati tra i comuni di Mesola e Goro.
Nei giorni precedenti una pattuglia di agenti della Provincia, durante i consueti pattugliamenti di controllo per la caccia, aveva notato un grande cumulo di sabbia e uno scavo di grandi dimensioni circa 30 metri per 6 metri e profondo 4,5.
Insospettiti, sono tornati sul posto nei giorni successivi ed hanno constatato che progressivamente il buco veniva riempito di rifiuti di ogni sorta.
Informata l’Autorità Giudiziaria, questa ha emesso un decreto di ispezione/perquisizione, e si è potuto accertare che era in corso un’attività di gestione di rifiuti non autorizzata,  reato previsto all’art. 256, del D.L.vo 3 aprile 2006, n. 152 – Testo Unico dell’Ambiente – punibile con pena da sei mesi a due anni e un’ammenda da 2.600 a 26.000 euro.
I rifiuti rinvenuti sia all’interno della buca, che nel piazzale circostante, erano di diverse tipologie, sia pericolosi sia no. Di alcuni sono stati prelevati dei campioni e inviati ad Arpae per gli accertamenti del caso, i quali hanno riscontrato la presenza del crisotilo, un minerale del gruppo dell’amianto che ha gravi conseguenze sull’organismo umano proprio per via della sua natura fibrosa.
Nell’area circostante, di cui sono state sequestrate tre porzioni, è stata accertata la presenza di rifiuti provenienti da attività di demolizione/costruzione in genere e tombini in cemento, lamiera per grondaie e alcuni frammenti di lastre in fibrocemento, alcune pedane in legno con appoggiati fusti in metallo da 200 litri, dei quali sei presumibilmente contenenti olio esausto (in quanto non è stato possibile aprirli), taniche contenenti una sostanza oleosa che emanava cattivo odore e una cinquantina di lastre in fibrocemento.
Le persone indagate sono due, i proprietari dei terreni, B. E. di 87 anni e S. P. di 49, entrambi residenti in provincia di Ferrara.
Nei giorni scorsi tutta la documentazione è stata trasmessa ad Arpae e al Comune territorialmente interessato, per l’adozione dei provvedimenti di competenza per la bonifica del sito.
“L’operazione – ha commentato il presidente della Provincia di Ferrara – Tiziano Tagliani – è frutto di un continuo presidio del territorio, anche di notte, con forte valenza ambientale e nonostante il numero esiguo di forte su cui può contare la nostra Polizia provinciale”.

Comunicato a cura della Polizia provinciale